Domanda di: Dr. Cristyn Rizzo | Ultimo aggiornamento: 4 dicembre 2023 Valutazione: 4.7/5
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Il participio quindi esprime da un lato un'azione, uno stato o un modo di essere (come tipico dei verbi), ma dall'altro concorda in genere e numero con il nome cui si riferisce e di cui costituisce l'attributo. Per esempio, nella frase: Un boato assordante squarciò il cielo.
Il participio è un modo verbale non finito che partecipa da un lato alla categoria dei nomi, di cui segue la flessione distinguendo numero, genere e caso; dall'altro alla categoria dei verbi, in quanto può distinguere diatesi, tempo e aspetto e averne la reggenza.
Il participio passato viene usato soprattutto per la formazione dei tempi composti come il passato prossimo o il trapassato prossimo, in combinazione con gli ausiliari essere ed avere (Sono andata; ho mangiato).
Il participio passato nei tempi composti è invariabile (rimane sempre nella forma che finisce in -o) quando l'ausiliare è avere e il complemento oggetto è rappresentato da un nome; invece concorda con il soggetto quando l'ausiliare è essere (quindi anche con i verbi riflessivi e con i verbi al passivo).
Il tempo passato invece viene usato come verbo - indica anteriorità - e come aggettivo. Es: Gli amici ritrovati si abbracciarono (Aggettivo) / Terminato l'esame, consegnai i fogli al professore (verbo che esprime anteriorità).