Evacuare regolarmente è fondamentale per la salute, poiché elimina i residui del corpo e spesso procura un senso di sollievo, talvolta definito "pupuforia" legato al rilassamento del nervo vago. Una corretta evacuazione è indice di benessere intestinale e, per facilitarla, l'ideale è una consistenza morbida (tipo salsicciotto) e, per la posizione, usare un rialzo per i piedi.
Si tratta quindi di una fisiologica necessità dell'organismo, per la quale non è possibile stabilire una frequenza ideale. Il bisogno di defecare è soggettivo e viene considerata “normale” una frequenza variabile tra tre volte al giorno e tre volte alla settimana [1].
La consistenza delle feci, dall'altra parte, dovrebbe essere morbida, quasi soffice. Feci troppo dure e secche, acquose, viscide, nastriformi o filiformi, galleggianti, a palline o con tracce di muco o sangue, sono un chiaro segnale che qualcosa non ha funzionato correttamente durante i processi digestivi.
La posizione ideale per evacuare è quella accovacciata, così da rilassare il muscolo puborettale. Per assumerla occorre utilizzare un rialzo, uno sgabello fisiologico, posizionato sotto i piedi, in modo da avere le ginocchia che superino le anche.
Aspetti generali. Si esplica, in genere senza distinzione di sesso, attraverso singoli atti detti evacuazioni (o scariche) con i quali le sostanze ingerite con l'alimentazione e non assorbite dall'intestino, vengono espulse dall'organismo attraverso l'orifizio anale.