La mano del cavaliere dell'odio si infilò sicura come lama di spada tra i seni della Dea, trafiggendo con crudeltà un cuore che aveva sempre battuto per la giustizia… Lei alzò il volto rigato dalle lacrime e guardò negli occhi il Dio Esterno… piangeva Isabel…
Un altro mito invece ritiene che la dea Atena fosse la figlia di Pallade, che sarebbe stato un grande gigante alato con forma di capra. Il padre cercò di usare violenza ad Atena, nel corso della Gigantomachia; ma lei riuscì ad allontanarlo, mentre Ercole lo uccise.
Non ebbe mai alcun marito o amante, e per questo era conosciuta come Athena Parthenos (la vergine Atena); da questo appellativo deriva il nome del più famoso tempio a lei dedicato, il Partenone sull'acropoli di Atene.
La maggior parte delle altre divinità non erano alate, perché avevano perso le ali prima di giungere al periodo classico greco. Nike è strettamente legata alla dea Atena, infatti le due fanno spesso coppia (sono unite da un legame fortissimo), ed è una delle figure più ricorrenti sulle antiche monete greche.
Epiteto rituale della dea greca Atena come lanciatrice d'asta (gr. πάλλω «scagliare»). Da P. prese nome il palladio, raffigurazione della dea venerata come protettrice della casa e della città.