I Vangeli canonici non descrivono la morte di San Giuseppe, che si presume sia avvenuta a Nazareth prima dell'inizio della vita pubblica di Gesù, alla presenza di Gesù e Maria. Secondo la tradizione apocrifa, in particolare la Storia di Giuseppe il falegname, morì all'età di 111 anni, assistito da Gesù, venendo poi sepolto con onori.
Circondato dalla sposa, venne liberato dalla visione della morte e dell'Oltretomba, scacciate subito da Gesù stesso. L'anima del santo venne quindi raccolta dagli arcangeli e condotta in Paradiso. Il suo corpo venne poi sepolto con tutti gli onori alla presenza dell'intera Nazareth.
Secondo i Vangeli apocrifi, San Giuseppe morì all'età di 111 anni, colpito da malattia, tra le braccia di Gesù e di Maria, nel modo più sereno possibile circondato dall'amore delle persone che gli erano care.
Stando a questo documento, Giuseppe sarebbe vissuto fino a 111 anni e poi, colpito dalla malattia, sarebbe morto tra le braccia dei suoi cari, Maria e Gesù. La morte di Giuseppe è raccontata anche dalla Venerabile Madre Maria di Gesù di Agreda, mistica spagnola che scrisse di questo episodio.
La tomba di Giuseppe (in ebraico קבר יוסף) è il cenotafio considerato il luogo di sepoltura del patriarca israelita Giuseppe. È situata all'ingresso orientale della valle che separa i monti Garizim ed Ebal, a nord-ovest del Pozzo di Giacobbe, nella periferia di Nablus (Cisgiordania).