Prima della Legge Fornero (entrata in vigore nel 2011), il sistema pensionistico prevedeva la pensione di vecchiaia (con età anagrafica 65 anni per gli uomini, 60-61 per le donne) e la pensione di anzianità (con 40 anni di contributi indipendentemente dall'età, o requisiti minori con "quote" di età e contributi), sistemi più flessibili rispetto alle attuali regole più rigide, che consentivano il pensionamento anticipato anche senza raggiungere l'età di vecchiaia se si avevano 40 anni di contributi, e prevedevano una decorrenza più rapida rispetto alle attuali finestre mobili.
Quando si andava in pensione con 30 anni di contributi prima della Legge Fornero?
Ciò involge i lavoratori in possesso di almeno 30 di contributi con almeno 7 anni di attività usurante negli ultimi dieci anni di lavoro o per almeno metà della carriera lavorativa. Dunque, questi lavoratori, potranno accedere alla pensione di vecchiaia con 66 anni e 7 mesi di età sino al 31/12/2022.
Qual è la differenza tra la pensione di vecchiaia e la pensione di anzianità?
La differenza principale è che la pensione di vecchiaia si basa sull'età anagrafica (circa 67 anni) più un minimo di contributi (20 anni), mentre la pensione di anzianità (ora chiamata pensione anticipata) si ottiene con un elevato numero di contributi (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne), a prescindere dall'età, che può essere raggiunta anche prima dei 67 anni. La vecchiaia è legata all'età, l'anticipata alla durata della carriera lavorativa, con la Fornero che ha abolito la vecchia anzianità, sostituendola con l'anticipata, più rigida.
Il cambiamento più importante riguarda le modalità di calcolo della pensione. Nella fase antecedente al 1995 la somma a cui ammontava la pensione mensile veniva calcolata in base alla media dello stipendio percepito negli ultimi 10 anni. L'importo finale si aggirava all'incirca attorno al 70% di questa media.