Gli studiosi affermano che, circa 200 milioni di anni fa, tutte le terre emerse formavano una sola grande massa denominata Pangea. Essa era circondata dal mare chiamato Panthalassa. Con il tempo, la Pangea si è spezzata in grossi blocchi di terra che si sono separati e hanno formato gli attuali continenti.
Circa 300 milioni di anni fa, nel Paleozoico, la distribuzione delle terre emerse non era quella attuale. Si ritiene che all'epoca ci fosse un unico continente, la Pangea, che includeva tutti gli altri.
I ricercatori, che hanno pubblicato lo studio il 16 aprile su PlosOne, lo hanno chiamato Eocasea martini e viveva 300 milioni di anni fa al passaggio tra il Carbonifero e il Permiano, circa 80 milioni di anni prima della comparsa dei dinosauri.
Se potessimo esplorare la superficie della Terra di un miliardo di anni fa, l'aspetto che ci colpirebbe di più sarebbe la sua “piattezza”: non vedremmo alberi, né insetti, né uccelli nel cielo. Le uniche forme di vita erano semplici e piccole e vivevano in una sorta di melma oceanica.
Di calcolo in calcolo, estrapolando all'indietro nel tempo fino a raggiungere una complessità quasi prossima allo zero si arriva a porre il momento dello sviluppo della vita a 9,7 miliardi di anni fa. Non male per un pianeta che ha poco più di 4,5 miliardi di anni!