Domanda di: Ing. Giorgio Rizzo | Ultimo aggiornamento: 29 novembre 2023 Valutazione: 5/5
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Infatti le insule erano palazzi, a volte isolate, a volte costituivano una serie di edifici disposti a quadrilatero, con un cortile centrale, porte, finestre e scale sia verso l'esterno sia verso l'interno. Dal III sec.
Le stanze erano quasi senza mobili e non avevano funzioni specifiche come nelle domus: spesso, quindi, uno stesso locale fungeva da stanza da pranzo e da letto. In mancanza di spazio, anche il pianerottolo era abitato e tutta l'area era invasa da panni stesi su corde e travi.
Perché le insulae non avevano i vetri alle finestre?
Sia per espletare i propri bisogni che per rifornirsi d'acqua, bisognava utilizzare le strutture pubbliche all'esterno. Inoltre, le finestre non avevano i vetri e per ripararsi c'erano solo le imposte di legno, per cui d'inverno o si soffriva il freddo o si stava al buio.
La domus presentava uno schema definito nei suoi elementi principali. Dalla porta d'ingresso si accedeva ad un corridoio che immetteva nell'atrio, l'ampio cortile attorno al quale si disponevano i vari ambienti: le stanze da letto (cubicula), i vani di servizio, le stanze da pranzo (triclinia) e da soggiorno.
Generalmente la domus signorile non era dotata di finestre sull'esterno, o, se vi erano, erano molto piccole. L'illuminazione era fornita dalla luce solare che entrava dal compluvium dell'atrio e illuminava di riflesso le stanze a esso adiacenti.