Come evitare il fenomeno del rigetto?

Domanda di: Dott. Ausonio Moretti  |  Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023
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Il rigetto può essere prevenuto o trattato:
  1. con l'immunosoppressione del ricevente;
  2. minimizzando l'immunogenicità del trapianto;
  3. inducendo la tolleranza immunologica.

Come evitare rigetto trapianto?

Fin dalle prime ore dopo il trapianto, per prevenire gli episodi di rigetto, alla persona che vi si è sottoposta (ricevente) viene somministrata una terapia specifica (immunosoppressiva) che dovrà essere proseguita per tutta la vita.

Cosa si fa in caso di rigetto?

Il rigetto acuto viene trattato con una breve somministrazione di metilprednisolone in alte dosi, che è normalmente sufficiente. In caso contrario il trattamento può essere ripetuto, e in casi più gravi possono essere necessarie infusioni di plasma sanguigno.

Quali fattori scatenano il rigetto dell'organo trapiantato?

1. Rigetto acuto. Il rigetto acuto di trapianto può verificarsi in qualsiasi momento, ma è più comune da una settimana a tre mesi dopo l'intervento. Molto frequente, il rigetto acuto si verifica quando il sistema immunitario identifica un organo innestato come estraneo e lo attacca.

Quali fattori influiscono sulla riuscita di un trapianto?

Il principale criterio di abbinamento donatore/ricevente è quello della compatibilità, basato sulla tipizzazione tissutale; tuttavia, la scelta è influenzata anche da altri parametri, come l'età e lo stato di salute generale del ricevente.

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