In pochi istanti la ninfa si tramuta in un albero di alloro (in greco antico daphne significa appunto “alloro”). Apollo la raggiunge, ma è troppo tardi, riesce appena a rubarle un bacio, prima che la trasformazione sia completata. E così finisce la vita di Dafne, pur di non subire un amore non richiesto e non voluto.
Il vero messaggio nascosto nel mito tocca però anche una corda diversa: quella dell'amore non ricambiato. Inutile, dice il mito, amare qualcuno che non ricambia: qualunque sia la scelta che l'altra persona farà di fronte ai nostri sentimenti, deve essere rispettata senza ammettere violenza.
Il mito di Apollo e Dafne rappresenta un amore infelice e non corrisposto, che nasce non a causa dei diretti protagonisti ma per un volere superiore, che nel mito è Eros e nella vita è il destino. Destino che può portare ad amare chi viene rifiutato ed a rifiutare chi ama.
Il dio si mise all'inseguimento della fanciulla che era corsa via spaventata, e stava quasi per raggiungerla quando Dafne, invocato l'aiuto di Gea o del padre, si trasformò in un albero di alloro.
Il mito narra come Eros avesse colpito Apollo con una delle sue frecce, facendo nascere in lui una forte passione per la ninfa Dafne. Ma la ninfa fuggì impaurita, e sul punto di essere raggiunta dall'insistente spasimante invoco l'aiuto degli dei, che la trasformarono in Alloro.