Il participio presente si forma con la desinenza -nte, aggiunta alla radice del verbo, e la vocale tematica (-a per la prima coniugazione,-e per le rimanenti; ➔ coniugazione verbale). Il participio passato regolare si forma con l'aggiunta della desinenza -to alla radice del verbo con la vocale tematica.
Il participio passato è una forma verbale che nei verbi regolari termina generalmente con -ATO (verbi in -are), -UTO (verbi in -ere), -ITO (verbi in -ire).
RISPOSTA: Tutte le varianti sono corrette. In casi come questi, cioè quando le particelle pronominali ricoprono la funzione di complemento oggetto e si trovano prima del verbo, è possibile scegliere liberamente l'accordo sia per il genere (anche se il pronome indica una persona di sesso femminile), sia per il numero.
Il participio ha due tempi, presente e passato. Il participio passato (o composto) può avere, a seconda dei verbi, forma attiva o passiva (➔forma attiva, passiva e riflessiva).
Il participio quindi esprime da un lato un'azione, uno stato o un modo di essere (come tipico dei verbi), ma dall'altro concorda in genere e numero con il nome cui si riferisce e di cui costituisce l'attributo. Per esempio, nella frase: Un boato assordante squarciò il cielo.