Il nuovo iperammortamento 2026 (incentivo Industria 4.0) consente alle imprese di maggiorare il costo di acquisizione di beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla transizione digitale, riducendo l'imponibile IRES. La maggiorazione principale è del +180% per investimenti fino a 2,5 milioni €, con aliquote inferiori a scaglioni superiori.
Viene ampliato il termine originariamento previsto nella bozza (31 dicembre 2026). Resta la possibilità di proroga al 30 giugno 2027, se entro il 31 dicembre 2026 l'ordine è accettato dal fornitore e pagato almeno il 20% di acconto.
La logica è quella degli scaglioni fiscali: si applica la percentuale corrispondente a ciascuna fascia di investimento. Esempio pratico: Un'impresa investe 6 milioni di euro in beni 4.0 nel 2026: Sui primi 2,5 milioni → maggiorazione 180% = 4,5 milioni. Sui restanti 3,5 milioni → maggiorazione 100% = 3,5 milioni.
Quali sono le finestre per andare in pensione nel 2026?
Nel 2026, le finestre per la pensione dipendono dal tipo di accesso: la Pensione Anticipata Ordinaria ha una finestra mobile di 5 mesi dopo aver raggiunto i contributi richiesti (42 anni e 10 mesi per uomini, 41 anni e 10 mesi per donne), mentre la Pensione di Vecchiaia (a 67 anni) ha una finestra di 3 mesi per i pubblici impiegati. Per i contributivi puri (lavoratori dal 1996), l'accesso avviene a 64 anni con specifiche soglie di importo e contributi, con la finestra che si allunga gradualmente.
Quali sono le nuove proposte per le pensioni nel 2026?
La manovra 2026 ha confermato che la prestazione viene riconosciuta fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia e può essere richiesta a partire dai 63 anni e 5 mesi di età (soglia innalzata rispetto ai precedenti 63 anni dalla legge di bilancio 2024).