Come funziona la disoccupazione dopo il licenziamento?

Redazione Pubblicato il

In linea generale, se ti licenzi volontariamente non hai diritto alla disoccupazione (NASpI), ma ci sono eccezioni fondamentali: se le dimissioni sono per giusta causa (es. mobbing, mancato pagamento stipendio, gravi molestie) o se sei stato licenziato per motivi disciplinari, allora puoi richiederla, rispettando i requisiti di contribuzione. Anche la cessazione del contratto a termine o il recesso nel periodo di prova possono dare diritto alla NASpI, se sussistono i requisiti contributivi.

Come prendere la disoccupazione dopo essersi licenziato?

L'unico modo per licenziarsi e avere accesso alla disoccupazione è dimettersi per giusta causa.

Quali sono le novità per la disoccupazione nel 2025?

Dal 1° gennaio 2025, invece, è necessario aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione (circa 3 mesi) nel nuovo impiego per poter accedere all'indennità di disoccupazione. Pertanto, se il nuovo lavoro ha durata inferiore alle 13 settimane la Naspi non verrà erogata.

Quanto tempo ci vuole per fare la disoccupazione dopo il licenziamento?

dal trentottesimo giorno successivo al licenziamento per giusta causa, se la domanda è presentata entro detto trentottesimo giorno. Dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se viene presentata oltre il trentottesimo giorno successivo al licenziamento, ma entro i termini di legge.

Quanto dura la disoccupazione e quanto si prende?

La durata della NASpI (nuova assicurazione sociale per l'impiego) dura per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi quattro anni, con un massimo di 24 mesi, mentre l'importo è pari al 75% del reddito medio mensile imponibile negli ultimi quattro anni, ma non può superare un massimale stabilito (per il 2026, circa 1.584,70 €) e si riduce del 3% ogni mese dopo i primi sei mesi (o 8 per over 55).
 

If you resign, he'll make you pay!

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Quanto si prende di disoccupazione con uno stipendio di € 1500?

Con uno stipendio medio di 1500€, l'importo della NASpI si calcola sulla retribuzione imponibile degli ultimi 4 anni e, se la media supera la soglia INPS (circa 1.436,61€ per il 2025), l'indennità è pari al 75% della media più il 25% della parte eccedente, con un massimo di circa 1.562,82€ mensili, e decresce del 3% dal quarto mese. In pratica, si parte da una base di 1077,46€ (75% di 1436,61€) più il 25% della differenza tra i 1500€ e quella soglia, arrivando a circa 1132€ (75% di 1436,61€ è 1077,46€; il 25% di 63,39€ è circa 15,85€, più 1077,46€).

Chi ha diritto a 12 mesi di NASpI?

Si ha diritto a 12 mesi di NASpI (indennità di disoccupazione) se si hanno accumulato almeno 24 mesi di contribuzione negli ultimi 4 anni prima della perdita involontaria del lavoro, poiché la durata della NASpI è pari alla metà del periodo contributivo, fino a un massimo di 24 mesi; i requisiti di accesso includono inoltre la perdita involontaria del lavoro e almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti, con i nuovi requisiti dal 2025 che introducono una specifica soglia contributiva per chi si dimette volontariamente e poi perde un successivo lavoro.

Quanti anni bisogna lavorare per avere 2 anni di NASpI?

Per avere 2 anni di NASpI devi aver lavorato e versato contributi per un periodo pari ad almeno il doppio di quei 24 mesi (quindi circa 4 anni di contributi effettivi nei 4 anni precedenti la disoccupazione), poiché la durata della NASpI è la metà delle settimane contributive negli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 24 mesi. Devi inoltre perdere il lavoro in modo involontario e aver accumulato almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro.

Qual è l'importo massimo della NASpI per il 2025?

L'importo della NASpI per il 2025 è calcolato sulla retribuzione media degli ultimi 4 anni, con un massimale di 1.562,82 € mensili, raggiungibile se la retribuzione media supera i 1.436,61 €; l'indennità si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di fruizione (o dall'ottavo per gli over 55), mentre il ticket di licenziamento è di 640,75 € per anno di anzianità (fino a 3 anni).

Che differenza c'è tra NASpI e disoccupazione?

NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego) non è la stessa cosa della "disoccupazione", ma è il nome specifico dell'attuale indennità mensile di disoccupazione erogata dall'INPS in Italia, che ha sostituito le precedenti forme di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti che perdono il lavoro involontariamente. In sintesi: la "disoccupazione" è il concetto generale di mancanza di lavoro, mentre la NASpI è il sussidio economico concreto che si richiede per ricevere un sostegno durante questo periodo.
 

Quanti soldi ti danno con la disoccupazione?

L'importo della disoccupazione (NASpI) si calcola con una formula complessa: 75% della retribuzione media degli ultimi 4 anni, con massimali annuali definiti dall'INPS (per il 2024, circa 1.550€), e si riduce progressivamente del 3% al mese dal 6° (o 8° mese) di fruizione; non è una cifra fissa, ma dipende dalla tua storia lavorativa.

Quando conviene chiedere la disoccupazione?

Disoccupazione NASPI, conviene presentare la domanda entro i primi 8 giorni dalla scadenza del contratto. Per chi ha concluso il 30 giugno un contratto a tempo determinato, il termine per richiedere il pagamento della Naspi, l'indennità di disoccupazione, è il 7 luglio.

Quali sono i rischi di farsi licenziare?

Ebbene, secondo la Cassazione è giusto che il dipendente che si comporta in modo da farsi licenziare risarcisca al datore il danno pari al ticket Naspi. Affinché ciò avvenga, però, è necessario che il datore intenti una causa contro l'ex dipendente, cosa che non sempre succede per via dei tempi e dei costi.

Quando vieni licenziato ti spetta la disoccupazione.?

Inoltre, la causa della disoccupazione deve essere involontaria, ossia non deve dipendere dalla volontà del lavoratore. Licenziamento: quando si ha diritto alla Naspi? In caso di licenziamento, il lavoratore ha diritto alla Naspi, anche se il licenziamento avviene per giusta causa.

Quanto dura la NASpI dopo i 50 anni?

La durata della NASpI dopo i 50 anni non cambia per l'età, ma segue la regola generale: dura per un numero di mesi pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, fino a un massimo di 24 mesi (2 anni), calcolate su eventi lavorativi indennizzabili, con un'agevolazione per gli Over 55 sulla riduzione dell'importo mensile. 

Chi ha diritto alla NASpI se si licenzia?

In linea generale, chi si dimette non ha diritto alla disoccupazione. Questo significa che, se ti licenzi per tua volontà, per motivazioni puramente personali, magari perché non guadagni abbastanza o perché il tuo lavoro attuale non ti piace più, non hai diritto alla NASpI.

Chi si dimette volontariamente ha diritto alla disoccupazione?

Quando si ha diritto alla NASpI dopo le dimissioni

Il sussidio di disoccupazione spetta quando le dimissioni sono presentate per giusta causa, ad esempio in caso di mancato pagamento della retribuzione, molestie, mobbing, demansionamenti significativi o modifiche peggiorative sostanziali delle condizioni di lavoro.

Quando il posto di lavoro diventa insopportabile?

Una molestia sul lavoro si verifica con comportamenti indesiderati (fisici, verbali, non verbali, digitali) che ledono la dignità di una persona e creano un clima intimidatorio, ostile, degradante o umiliante, anche se isolati, potendo includere commenti inappropriati, pressioni, gesti o atti sessuali, e spesso si manifesta con ripetizione (mobbing) ma può essere anche un singolo episodio grave. 

Chi ha diritto a 2 anni di NASpI?

Per avere la NASpI dopo 2 anni di lavoro (24 mesi), devi aver perso il lavoro involontariamente e avere almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti la cessazione del rapporto, ottenendo un'indennità pari alla metà delle settimane contributive, con una durata massima di 24 mesi, calcolata sulla retribuzione media degli ultimi 4 anni.

Quanto prendo di disoccupazione con 1300 euro?

Con uno stipendio di 1300 euro, la tua NASpI sarà circa il 75% di questa cifra, ovvero circa 975 € al mese per i primi mesi, calcolata sulla tua retribuzione media imponibile, che poi si riduce del 3% ogni mese a partire dal quarto mese e fino al massimo stabilito (per il 2025 circa 1436,61€/mese), poiché 1300€ rientrano sotto la soglia per il calcolo maggiorato.

Cosa cambia con la NASpI nel 2025?

Nel 2025, le principali novità della NASpI riguardano un inasprimento dei requisiti per chi si dimette volontariamente: ora, dopo le dimissioni da un indeterminato, per ottenere il sussidio dopo un successivo licenziamento (anche da un contratto a termine), occorrono almeno 13 settimane di contributi nell'ultimo rapporto di lavoro, non più genericamente negli ultimi 4 anni, per contrastare i furbetti. Durata e importo rimangono simili (max 24 mesi, importo decresce del 3% mensile dal 6°/8° mese), con massimale 2025 a €1.562,82, ma la domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione.