I finanziamenti alla Chiesa cattolica italiana da parte dello Stato italiano comprendono finanziamenti diretti ed altri tipi di oneri economici e finanziari, tra cui: l'otto per mille (quote assegnate e ripartizione di quelle non assegnate) finanziamenti a scuole ed università non statali cattoliche.
Le risorse finanziarie della Chiesa cattolica provengono dalle libere offerte dei fedeli e dalle rendite dei beni mobili e immobili posseduti dalla Conferenza episcopale o dalle singole diocesi.
Per quanto riguarda la sola Chiesa, il quotidiano della conferenza episcopale italiana Avvenire ha proposto stime molto inferiori, intorno ai 600 milioni di euro.
Papa Francesco appena insediatosi ha rinunciato a uno stipendio fisso. Un gesto simbolico segnale di un cambiamento di rotta, sperando che le alte gerarchie ecclesiastiche seguissero il suo esempio. Prima di lui, Papa Ratzinger, percepiva 2.500 euro di mensilità.
Da quel momento in poi, infatti, la Chiesa cattolica si mantiene in forma quasi esclusiva con investimenti internazionali mobili e immobili, le offerte dei fedeli, le rendite, col patrimonio in suo possesso e da ciò che fruttano le 4.649 diocesi riunite nelle 110 Conferenze episcopali sparse in tutto il mondo.