Domanda di: Dr. Quirino Carbone | Ultimo aggiornamento: 20 novembre 2023 Valutazione: 4.4/5
(30 voti)
Amore platonico: le origini del termine Il nome deriva da Platone, filosofo greco vissuto ad Atene fra il 428 a.C e il 348 a.C. per il quale l'amore era prima di tutto un processo di elevazione alla verità attraverso la contemplazione dei diversi gradi di bellezza.
Nel Simposio Socrate, ispirato da Diotima, parla di Eros (Ἔρως) come di un demone figlio di Poros e Penia. Pòros, l'espediente, aveva fatto rimanere incinta Penìa, ossia la povertà che genera bisogno. Approfittando di un momento di ubriachezza di Pòros, Penìa giace con lui e dalla loro unione nasce Eros, l'amore.
L'origine del termine, però, non è moderna, ma risale all'antica Grecia e al pensiero di Platone, filosofo tra i più importanti della storia, famoso ad esempio per Il mito della caverna di Platone. Platone teorizza l'amore platonico nel Simposio, un'altra delle sue opere più famose e tra i suoi dialoghi più conosciuti.
Con l'espressione “amore platonico” si intende una relazione amorosa asessuata, fondata soltanto su affinità spirituali o intellettuali; potremmo definirla una forma di amore priva della dimensione passionale ed erotica.
Quanto dura l'amore platonico? Non esiste una risposta corretta a questa domanda. Ci sono relazioni che possono durare tutta la vita, relazioni che prima o poi smettono di essere platoniche e di conseguenza i partner portano il loro rapporto in un'altra dimensione o scelgono di lasciarsi.