Per riconoscere i rami fruttiferi dell'olivo, osserva la posizione (esterna e a "archetto" dalla branca), la vigoria (medio-bassa), e la presenza di gemme a frutto (più rotonde e grandi) alla base e lungo il ramo, distinguendoli dai succhioni (verticali, vigorosi e improduttivi) e dai rami esauriti (vecchi, secchi, con molte cime), che vanno potati.
Lo si riconosce dal tronco spesso e dal suo sviluppo prettamente verticale. Il succhione maschio sicuramente non è produttivo nei primi due anni. Potrebbe diventare produttivo dal terzo anno o più verosimilmente dal quarto in poi.
I rami a legno dell'olivo (maschioncelli), sono inseriti nella parte dorsale delle branche a frutto. Hanno un portamento semi ricadente o assurgente e sono destinati a dare origine a rami a frutto o misti, oltre che generare nuove foglie e nuovi rami.
Sia il legno che le foglie, se lasciate a terra, si decompongono grazie, soprattutto, a funghi e microrganismi e entrano a far parte dell'humus rendendo il suolo più fertile, più capace di trattenere acqua e di superare eventi climatici critici come piogge intense e periodi di siccità.
In che periodo si possono bruciare le potature degli ulivi?
L'abbruciamento dei residui vegetali è consentito tra l'1 aprile e il 30 settembre, con un limite di 3 metri steri per ettaro al giorno, e solo in assenza di pericoli d'incendio.