La sanatoria del sottotetto, regolata dalle leggi regionali e dal recente "Decreto Salva Casa", permette di recuperare i sottotetti non abitabili regolarizzando abusi minori tramite pratiche come SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) o Permesso di Costruire, a seconda della complessità, con costi variabili (sanzioni, oneri di urbanizzazione) e la necessità di conformarsi a requisiti di altezza e illuminazione, spesso con deroghe e agevolazioni, ma sempre con l'assistenza di un tecnico e il rispetto dei vincoli locali.
Infine, bisogna considerare eventuali costi di adeguamento degli impianti, isolamento o lavori murari necessari per rispettare i requisiti di abitabilità. La spesa complessiva può variare da circa 7.000 euro fino a oltre 20.000 euro, a seconda dei casi.
Quali sono le novità per la sanatoria del sottotetto nel 2025?
Tra le novità più interessanti della L.R. 12/2025 c'è la possibilità di recuperare un sottotetto anche se non collegato a un appartamento sottostante. In questi casi l'obbligo è che l'alloggio ottenuto venga utilizzato come prima casa per almeno dieci anni.
La richiesta di sanatoria deve essere presentata all'ufficio comunale entro 90 giorni dalla scoperta dell'abuso, tramite un'apposita istanza redatta da un tecnico competente. Questa verrà esaminata dall'ufficio comunale entro 60 giorni.
Un sottotetto diventa mansarda abitabile quando gli edifici siano esistenti e serviti dalle urbanizzazioni primarie. L'operazione normalmente richiede la corresponsione di oneri che possono ridursi qualora il sottotetto realizzi una pertinenza all'abitazione principale.