Come si calcolano i 14 giorni di ripensamento?

Domanda di: Dott. Ursula Bruno  |  Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023
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il consumatore è tenuto alla restituzione dei beni entro 14 giorni dalla data in cui ha comunicato al professionista la sua decisione di esercitare il diritto di ripensamento. Il termine è rispettato se il consumatore rispedisce i beni prima della scadenza suddetta.

Come funziona il diritto di ripensamento?

Il consumatore può recedere, senza dare alcuna giustificazione e senza penalità, inviando al venditore una comunicazione scritta tramite raccomandata a/r entro 10 giorni lavorativi dalla data di conclusione del contratto (per i servizi) o di consegna della merce (per i beni).

Cosa vuol dire entro 14 giorni?

Le norme concedono un diritto di ripensamento di 14 giorni (pagando solo le spese eventuali di rispedizione del prodotto acquistato al mittente). Lo spirito della norma era proteggere gli utenti da acquisti errati a distanza, dato che una cosa è vedere un prodotto in foto o in video e un'altra è averlo tra le mani.

Come fare il ripensamento?

Come inviare la comunicazione di ripensamento?
  1. Tramite raccomandata a/r all'indirizzo della sede legale del fornitore;
  2. Via e-mail, all'indirizzo mail del fornitore;
  3. Via PEC, all'indirizzo apposito del fornitore;
  4. Via fax, al numero dedicato del fornitore.

Quando non si può esercitare il diritto di ripensamento?

Il diritto di recesso può essere esercitato solo per contratti conclusi a distanza o negoziati fuori dai locali commerciali (art. 52 Codice del Consumo), pertanto non può essere esercitato nel caso di acquisti effettuati in negozio.

Cos’è il diritto di recesso o di “ripensamento” del consumatore?