Per tale motivo e per contraccambiare Esposito diede il nome della Regina alla sua creazione culinaria, che da allora si chiama: “Pizza Margherita”. Dopo il boom ottenuto a Napoli la vera pizza napoletana “espatria” per conquistare dapprima tutta l'Italia e poi il resto del mondo.
La vera pizza napoletana ha un aspetto, una consistenza e un gusto ben precisi. È soffice, morbida e sottile, tanto che spesso è ripiegata su se stessa ('a portafoglio', si suol dire) ma con un cornicione, ovvero il bordo, alto e alveolato, di circa due centimetri.
La pizza Marinara: dal 1734 gustoso simbolo di Napoli Blog
Storicamente parlando, la marinara è la seconda pizza di cui abbiamo testimonianza certa. La prima, la mastunicola, era composta essenzialmente da sugna, formaggi vari e talvolta cicoli di maiale, ma è una pizza perlopiù caduta in disuso.
Una pizza verace deve presentare un impasto elastico e lievitato lentamente, un cornicione soffice, una cottura a legna e un sapore delicato e robusto insieme. C'è chi poi come la pizzeria Fresco di Brescia può vantare il valore aggiunto dell'origine napoletana di chi gestisce il locale e chi crea la magia culinaria.
Nel 1889, in occasione della visita dei reali a Napoli, la regina chiese che gli venisse portata una pizza. Il pizzaiolo Raffaele Esposito preparò allora una classica pizza rossa, a cui aggiunse della mozzarella e basilico. Il gusto piacque moltissimo alla regina, tanto che divenne il suo piatto preferito.