Domanda di: Olo Bruno | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.3/5
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Nella lingua scritta, i segni diacritici sono lettere che non corrispondono a un suono, ma servono soltanto a determinare (dal greco diakritikòs 'che distingue') la giusta pronuncia di un'altra lettera o gruppo di lettere. In italiano i segni diacritici sono due: la h e la i.
la versione breve corrisponde alla o aperta [ɔ] dell'italiano bosco. la versione lunga in svedese corrisponde alla o chiusa [oː] dell'italiano ora, mentre in danese e norvegese corrisponde alla o aperta [ɔː] dell'italiano cosa.
Si noti che, a differenza di quanto erroneamente si crede e si dice, il simbolo sopra la vocale non è un cerchietto ma una piccola “o”, a ricordare la mutazione che il suono originario ha subito nel tempo. Da un punto di vista di pronuncia Å e å corrispondono infatti a Ò/ò (“o” aperta).
L'umlaut (Umlaut, metafonia o metafonesi) è un segno di punteggiatura che fa sì che cambino alcuni suoni nella fonetica: La A diventa Ä e si pronuncia come la "è" del verbo essere italiano, in IPA ɛː
In fonetica e in poesia, la scissione di un dittongo in modo che le due vocali appartengano a due sillabe diverse. Il segno diacritico con cui si indica la d. è costituito da due punti disposti orizzontalmente sulla vocale più debole del gruppo: rëale, atrïo.