Domanda di: Sig. Manuele Negri | Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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I vuoti d'aria non esistono. Quelli così chiamati sono in realtà turbolenze atmosferiche, ossia movimenti disordinati o repentini dell'atmosfera che circonda l'aereo.
Durante un “vuoto d'aria” l'aereo perde improvvisamente quota non perché manchi l'aria, come erroneamente suggerisce il termine, ma perché incontra una forte corrente discensionale che lo trascina verso il basso per poche decine di metri, ma a forte velocità (circa 140 km/h).
La turbolenza di solito è causata da variazioni nei movimenti dell'aria ad alta quota: le correnti d'aria, mosse dalle differenze di temperatura, innescano bruschi cambi di velocità nel vento, che noi percepiamo come vibrazioni e sobbalzi, ma che l'aereo su cui viaggiamo può tranquillamente sostenere senza danni.
In ogni caso le statistiche possono togliere ogni residuo di paura, come Tobiano ha tenuto a precisare: “Ogni anno volano 800 milioni di persone e ne rimangono ferite a causa delle turbolenze appena 60, di cui 40 sono assistenti di volo.
In linea generale le turbolenze sono pericolose quando arrecano danni o guasti al velivolo che causano poi lo schianto dello stesso, ma si tratta di un caso davvero molto raro; uno dei casi più famosi della storia risale al 1966 quando una turbolenza spezzò un Boeing 707 nei pressi del Monte Fuji in Giappone, uccidendo ...