Curare l'avarizia, spesso radicata in paure profonde o insicurezze infantili, richiede la consapevolezza del problema, il superamento del bisogno di controllo e l'abitudine al dono. Si può vincere con "bastonate scientifiche" (donazioni e piccole spese), sperimentando la gioia della condivisione, stabilendo un "budget di prodigalità" o attraverso la psicoterapia.
L' avarizia cognitiva si manifesta quando un individuo è riluttante a investire risorse cognitive in determinate attività o decisioni, spesso a causa di uno sforzo percettivamente alto. Ciò può riguardare scelte quotidiane, decisioni complesse o sforzi intellettuali.
Perdonaci Signore per i peccati di avarizia: l'avidità, la brama di possedere, la fiducia smodata riposta nel denaro. Perdonaci se per avarizia lavoriamo di domenica, siamo disonesti, non diamo in elemosina, ci circondiamo di cose superflue.
La persona avara esprime una difficoltà a sintonizzarsi con i bisogni altrui, non si rende conto del suo comportamento disfunzionale nella relazione, del dispiacere che può provocare negli altri. Spesso l'avarizia sottende una sfiducia verso l'esterno e verso gli altri e una posizione ipervigile e controllante.
Perché si diventa avari? Un'ipotesi vede l'origine dell'avarizia in precoci carenze affettive, in un'infanzia con genitori anaffettivi, per cui il bambino non si sente amato e degno di amore e trova rassicurazione nel controllare degli averi materiali.