In dialetto romagnolo, "ci vediamo" si dice comunemente "A s'vèd!". È un saluto molto diffuso e informale, autentico e diretto, utilizzato per congedarsi con la promessa di rivedersi.
Il dialetto romagnolo è ricco di frasi tipiche e proverbi, spesso legati alla vita quotidiana, al cibo e alla natura, come "A penza pina u's rasounna mey" (a pancia piena si ragiona meglio), "L'acqua la fa mal, e' ven e' fa cantê" (l'acqua fa male, il vino fa cantare), e modi di dire coloriti come "Mo va a fe' da pal a le vit!" (vai a fare da palo alle viti, cioè sei inutile) e "Ci tinc com un batèc" (sei rigido come un bastone). Si usano spesso parole come "pataca" (sciocco, buffone), "sgabanaza" (goffo, simpatico) e "burdél" (ragazzo).
“Sta bõ”, letteralmente “è una cosa buona”, “sta buono”, “meno male”. È una specie di invocazione. La pagina Romagna Says dice che si può tradurre come “che fortuna”, e poi fa un esempio.