Domanda di: Kai Valentini | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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- Se l'infinito che segue il verbo servile ha davanti un pronome atono (come mi, ci, ti, si, vi), allora bisogna usare l'ausiliare essere: es. si è voluto muovere. Se invece il pronome è dopo l'infinito allora diremo ha voluto muoversi.
Come si dice ho voluto andare o sono voluto andare?
Sempre più di frequente perciò si incontrano frasi come “ho voluto andare”, “ho dovuto restare” che, a norma di grammatica, dovrebbero essere “son voluto andare”, “son dovuto restare”.
1) Se si sceglie l'ausiliare del verbo retto dal servile, non si sbaglia mai: es. "Ha dovuto mangiare" (come "ha mangiato"); "è dovuto partire" (come "è partito"). 2) Se il verbo che segue il servile è intransitivo, si può usare sia "essere" che "avere": es. "è dovuto uscire" o "ha dovuto uscire".
– Maria ha voluto → usato da solo il verbo volere vuole l'ausiliare avere; – Maria ha letto → il verbo leggere vuole l'ausiliare avere → Maria ha voluto leggere; – Maria è venuta → il verbo venire vuole l'ausiliare essere → Maria è voluta venire.
Come si dice non ho potuto andare o non sono potuta andare?
La norma grammaticale sostiene che l'ausiliare da usare sarà quello proprio del verbo all'infinito a cui i servili sono uniti. Dunque: "Non sono potuto andare", "Non sono potuto venire", perché l'ausiliare di "andare" e "venire" è "essere".