Domanda di: Jelena Fiore | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
(48 voti)
L'oro è estratto dai depositi alluvionali per dilavamento e dai minerali rocciosi per metallurgia estrattiva. Spesso la raffinazione del metallo si accompagna alla clorurazione o all'elettrolisi. Sin dal 1880 il Sudafrica è stato la fonte di circa due terzi dell'oro estratto nel mondo.
Nell'acqua o nei fiumi, l'oro si trova misto alla sabbia, sotto forma di granelli e pepite. In questo caso, l'oro ha un metodo d'estrazione diverso da quello utilizzato nelle miniere. Il metallo giallo viene estratto mediante una semplice filtrazione e poi viene aspirato.
Per procedere con l'estrazione dell'oro si usa il mercurio, soprattutto se i depositi alluvionali arrivano ad avere consistenza sabbiosa. Il mercurio si lega con l'oro e lo estrae dal resto della roccia ed è questo un metodo per far venire l'oro in superficie e poi lavorarlo.
L'oro è arrivato sulla Terra dopo la collisione di due stelle di neutroni nello spazio, circa 3,9 miliardi di anni fa. Allo stato grezzo esso si presenta sotto forma di pepite, grani o pagliuzze inserite nelle rocce o sulle superfici che separano i cristalli di minerali in depositi alluvionali.
Probabilmente l'oro si è originato a partire da stelle di grandi dimensioni (ben più grandi del nostro Sole, per intenderci). Al loro interno la pressione e la temperatura sono così alte da riuscire ad innescare il fenomeno della fusione nucleare.