Quando la nave deve essere varata, la si fa appoggiare su delle slitte trattenute da appositi scontri. Al momento del varo (cioè quando la bottiglia si infrange sulla prora), gli scontri vengono sbloccati e la nave scivola in acqua.
Una volta posizionate correttamente le fasce di sollevamento, la gru può sollevare la barca attraverso il gancio a cui le fasce fanno capo. Bisogna, quindi, prestare la massima attenzione nel posizionarle sotto lo scafo in modo che, quando viene alzata, l'imbarcazione non penda né verso la prua né verso la poppa.
Il varo è l'operazione con la quale l'imbarcazione (o lo scafo) viene calata in acqua per la prima volta, si differenzia dall'alaggio dove invece la barca viene tirata in secco oppure trainata contro corrente. Non sempre il varo coincide con la fine dei lavori sulla nave.
Il varo avviene all'interno del cantiere navale ed è spesso accompagnato da una cerimonia al cospetto di una madrina che infrange una bottiglia di champagne sulla prua.
Per cambiare il nome alla propria barca è necessario fare domanda alla Capitaneria di Porto, allegando CDI, licenza di navigazione e un versamento di 15 euro alla tesoreria provinciale.