L'origine di queste riserve è dovuta a reazioni chimiche che avvengono in prossimità di soffioni sottomarini situati nelle zone vulcaniche. Si chiamano “black smoker” e con le loro espulsioni di aria caldissima provocano la sedimentazione di minerali sul fondo.
Si sono calcolate delle riserve d'oro di circa 20 milioni di tonnellate presenti nelle acque marine, senza contare tutto l'oro presente nei sedimenti sul fondale! Sono cifre da capogiro ma l'estrazione di fatto è al momento attuale spesso infattibile tecnologicamente ed economicamente.
L'oro è arrivato sulla Terra dopo la collisione di due stelle di neutroni nello spazio, circa 3,9 miliardi di anni fa. Allo stato grezzo esso si presenta sotto forma di pepite, grani o pagliuzze inserite nelle rocce o sulle superfici che separano i cristalli di minerali in depositi alluvionali.
Probabilmente l'oro si è originato a partire da stelle di grandi dimensioni (ben più grandi del nostro Sole, per intenderci). Al loro interno la pressione e la temperatura sono così alte da riuscire ad innescare il fenomeno della fusione nucleare.
L' oro è pesante: ha un peso specifico 15-20 volte più elevato rispetto alle sabbie e alle ghiaie presenti nel corso d'acqua e ciò lo rende piuttosto prevedibile. Devi andare giù per trovarlo: sotto le sabbie e le ghiaie, e giù in profondità nelle fessure della roccia.