Lo spagnolo si legge in modo molto simile all'italiano, essendo una lingua fonetica in cui le parole si pronunciano quasi sempre come si scrivono. Le vocali sono sempre nette e chiuse, mentre le consonanti chiave da ricordare sono la 'j' (aspirata come 'h'), la 'ñ' (come 'gn'), la 'c'/'z' (come 'th' inglese o 's' sorda) e la 'v' (pronunciata come 'b').
La lettera ñ ovvero n+tilde è una delle peculiarità della lingua e dal punto di vista fonetico suona come il nostro gruppo “gn”. Il simbolo fonetico è “ɲ” ed è, come già detto, un suono nasale palatale, si ottiene cioè facendo uscire l'aria dal naso mentre la lingua tocca il palato.
1ª Regola: tutte le parole che terminano in consonante (eccetto “n” ed “s”) hanno l'accento tonico sull'ultima sillaba. Es: natural, trabajar, señor, salud, papel. 2ª Regola: tutte le parole che terminano in vocale o con “n” ed “s” hanno l'accento tonico sulla penultima sillaba.
Che differenza c'è tra lo spagnolo e il castellano?
Lo spagnolo (nome nativo: español), anche detto castigliano (castellano), è una lingua appartenente al gruppo delle lingue romanze della famiglia delle lingue indoeuropee.
"È" (con accento grave) si pronuncia come una "e" aperta, simile al suono in inglese "bet" o in italiano "letto", ed è la forma del verbo essere (es. "lui è bello"). Al contrario, la "e" senza accento è spesso una congiunzione (es. "pane e vino") e la sua pronuncia può variare, ma spesso è una "e" più chiusa, come in "caffè", mentre la "é" (con accento acuto) è sempre chiusa.