Domanda di: Lidia Romano | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.8/5
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Di norma, in base ai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) il buono pasto matura quando il dipendente svolge almeno 6 ore lavorative al giorno (oppure almeno 3 ore di straordinario dopo la ripresa) con una pausa pranzo non inferiore a 30 minuti, seguita da una ripresa dell'attività lavorativa.
66/2003, in ragione del fatto che “il solo superamento delle sei ore lavorative farebbe automaticamente sorgere il diritto alla pausa pranzo e, quindi, al buono pasto indipendentemente dalle concrete modalità di svolgimento del turno di lavoro e anche in mancanza di una specifica domanda del lavoratore a fruire della ...
Vengono dati fisicamente al dipendente; buoni pasto elettronici: buoni pasto utilizzabili sia tramite tessera elettronica sia da smartphone tramite app; buoni pasto digitali: buoni pasto utilizzabili esclusivamente da smartphone tramite app.
Come faccio a sapere se mi spettano i buoni pasto?
Riepilogando, hanno diritto a ricevere i buoni pasto tutti i lavoratori che prestino lavoro subordinato o a progetto, anche quando non è prevista la pausa per il pranzo, purché tale benefit sia specificatamente compreso nel CCNL di riferimento per il loro settore o negli accordi stipulati con l'azienda.
Dal 2020, quindi, i buoni pasto (che devono comparire nel cedolino) sono soggetti a tassazione solo oltre il valore di 8 € per il formato elettronico e 4 € per la forma cartacea. Se non superano questo valore, essi sono esenti da oneri contributivi e previdenziali.