Domanda di: Nicoletta De Angelis | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.7/5
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La rottura si può verificare in seguito a un trauma o per usura del dispositivo, talvolta anche se non è stato impiantato molto tempo prima. “Non è un fatto raro – dice Pietro Berrino – e del resto anche per questo si raccomanda alle donne eseguire controlli periodici”.
Le protesi possono rompersi o essere rotte, causando una deflessione. Molte rotture sono il risultato del naturale invecchiamento della protesi, dell'eccessiva compressione del seno, o di un trauma. L'effetto più evidente è il cambiamento di misura e di taglia del seno.
Quando si verifica una rottura della protesi, il chirurgo deve pulire completamente la zona interessata, rimuovendo tutto il materiale che è stato rilasciato nell'organismo e deve valutare se, a causa della rottura, è necessario eseguire anche un cambiamento del piano anatomico per ricollocare la nuova protesi.
La rottura protesica e il silicone che fuoriesce possono creare alterazioni della ghiandola, non pericolose di per se ma che possono generare dubbi e paure in caso di controlli Senologici successivi. Gentile paziente, dovrà pianificare un intervento di sostituzione della protesi.
In poche parole cosa non si può fare con il seno rifatto? Bisogna evitare movimenti ampi con le braccia per non stirare la pelle e la cicatrice e quindi compromettere il risultato. Non bisogna bagnare la parte nei giorni successivi all'intervento chirurgico e seguire le indicazioni del medico.