Cartesio ritiene che criterio basilare della verità sia l'evidenza, ciò che appare semplicemente e indiscutibilmente certo, mediante l'intuizione. Il problema nasce nell'individuazione dell'evidenza, che si traduce nella ricerca di ciò che non può essere soggetto al dubbio.
Come giunge Cartesio a dimostrare la verità del mondo esterno al soggetto pensante?
Grazie alla dimostrazione dell'esistenza di Dio, il filosofo afferma che si può dimostrare l'esistenza di molte altre cose dell'universo. Se Dio è l'essere perfetto, non può che essere buono e saggio perché se tentasse di ingannarci sarebbe sommamente imperfetto.
- Il metodo cartesiano si basa sulla vera matematica, ossia quella che raccoglie solo gli aspetti positivi di questa scienza: la sua certezza (in quanto fondata su leggi precise e rigorose). - La certezza della conoscenza si basa sull'evidenza dell'intuizione e sul rigore della deduzione.
Il dubbio di Cartesio non è scettico, ma metodico, cioè ogni affermazione deve passare attraverso il dubbio per arrivare a una certezza. Cartesio ritiene che nessuna conoscenza possa sottrarsi al dubbio e quindi si deve dubitare non solo delle conoscenze sensoriali ma anche di quelle matematiche.
Analisi: suddividere ogni problema che emerge in tanti problemi più piccoli; Sintesi: ordinare tali problemi dal più semplice al più complesso e risolverli in maniera crescente; Enumerazione: formulare delle teorie accertandosi che siano il più complete possibile, che non tralascino nulla.