Le derivate si ricavano calcolando il limite del rapporto incrementale, che rappresenta il coefficiente angolare della retta tangente alla funzione in un punto ( 𝑓 ′ ( 𝑥 ) = lim ℎ → 0 𝑓 ( 𝑥 + ℎ ) − 𝑓 ( 𝑥 ) ℎ 𝑓 ′ ( 𝑥 ) = l i m ℎ → 0 𝑓 ( 𝑥 + ℎ ) − 𝑓 ( 𝑥 ) ℎ ). Nella pratica, si utilizzano le regole di derivazione (tabella delle derivate fondamentali) e le regole algebriche per somma, prodotto e quoziente.
Il concetto di derivata di una funzione, è scaturito dal celebre problema della ricerca delle tangenti ad una curva in un suo punto, che ha lungamente impegnato i matematici prima di Newton e Leibnitz. Una funzione è rappresentata sul piano cartesiano dal suo grafico .
In generale, le derivate sono uno strumento matematico utile per analizzare e comprendere il cambiamento delle grandezze in diversi contesti della vita reale.
Di seguito sono riportate in tabella tutte le derivate fondamentali (o meglio delle funzioni elementari), suddivise in 3 gruppi: derivate di funzione: costante, potenza e radice; derivate di funzioni goniometriche; derivate di funzioni esponenziali e logaritmiche.
In parole semplici, i derivati sono contratti finanziari il cui valore "deriva" da quello di un'altra attività (il "sottostante"), come azioni, materie prime (oro, petrolio), valute, tassi d'interesse o indici di borsa. Permettono di speculare sui movimenti futuri di prezzo di queste attività senza possederle direttamente, ma sono usati soprattutto per proteggersi dai rischi (copertura) o per sfruttare opportunità speculative con leva finanziaria, comportando rischi maggiori rispetto all'asset originale.