Domanda di: Dr. Yago De Santis | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.3/5
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La prima regola è, certamente, controllare l'etichetta cucita all'interno dell'indumento. Un capo sarà in puro cashmere soltanto quando la dicitura riportata sull'etichetta sarà “100% cashmere”. Da evitare, quindi, maglioni in cashmirette o che riportino in etichetta la dicitura “50% cashmere e 50% lana”.
Può sembrare sciocco da dire, ma la prima cosa che dovete guardare è l'etichetta. L'etichetta dei prodotti in vero cashmere dichiarerà chiaramente (nella maggior parte dei paesi, per legge) che il capo è fatto al 100% di cashmere. Percentuali inferiori o l'assenza dell'etichetta devono far scattare il primo allarme.
Il cashmere più pregiato è quello del sottomantello della capra. Si chiama duvet, ed è il più setoso al tatto. La sua caratteristica sono delle fibre molto lunghe, ecco perché i maglioni di cashmere più pregiati hanno fili estesi. Ricordatelo, quando scegli la tua compagna per l'inverno.
Per “peeling” si intende la comparsa di pallini sulla superficie del capo. Con lo strofinio della maglia, le piccolissime fibre superficiali tipiche del cachemire sfuggono al filo in quanto non fissate completamente durante il processo di torsione, provocando, appunto questi antiestetici pallini.
Il filato di cashmere, per poter essere chiamato tale deve essere composto da 2 fili ritorti in un unico capo (titolo 2/28000, cioè 2 capi di 1/18000 ritorti).