Nella notazione matematica convenzionale, un intervallo tra due estremi "a" e "b" si rappresenta con la virgola, come in (a,b). Tuttavia, dato che in Italia la virgola è frequentemente utilizzata per indicare il punto decimale, in alcuni contesti si può trovare il punto e virgola come separatore, cioè (a;b).
Per indicare l'intervallo I ∈ R di tutti i numeri compresi tra il numero e il numero useremo la seguente notazione: ( a , b ) = { x ∈ R ∣ a < x < b } ("l'insieme delle x appartenenti all'insieme dei numeri reali, tali che x è maggiore di a e minore di b") se gli estremi e non sono inclusi nell'intervallo e [ a , b ] = ...
A volte, tuttavia, per indicare un intervallo aperto ( a , b ) (a, b) (a,b) si usa anche la notazione ] a , b [ ]a, b[ ]a,b[: l'uso delle parentesi quadre “al contrario” serve a sottolineare maggiormente la differenza tra l'intervallo aperto e l'intervallo chiuso.
Spesso per indicare gli intervalli aperti si utilizzano le parentesi tonde al posto delle parentesi quadre, cioè: ▪ con ��,�� si indica anche l'intervallo aperto ] [,a b ; con ��, �� si indica anche l'intervallo aperto a destra [ [,a b ; ▪ con ��, �� si indica anche l'intervallo aperto a sinistra ] ],a b .
Gli intervalli di questo tipo si indicano con ( a ; +infty ). Tale insieme è costituito da tutti i numeri strettamente maggiori di a; l'estremo a non è incluso nell'insieme delle soluzioni. Gli intervalli di questo tipo vengono indicati con [ a ; +infty ).