I romani presero dai Greci l'uso di cremare i cadaveri, mentre i vicini Etruschi, di importazione orientale, usavano l'inumazione. Gli Etruschi seppellivano i cadaveri in bellissimi sarcofagi istoriati, con l'immagine del defunto, o della coppia, perchè lo stesso sarcofago di solito accogliere entrambi.
La forma più semplice di sepoltura era la deposizione del corpo o dei resti combusti nel terreno; in questo caso le ceneri potevano essere raccolte all'interno di un'urna, mentre il corpo inumato veniva coperto da tegole o mattoni disposti a spiovente: si tratta della tomba cosiddetta "a cappuccina".
Con l'andar del tempo si fece sempre più comune l'abitudine di seppellire nell'interno delle chiese, non solo gli ecclesiastici e i personaggi cospicui defunti, ma anche numerose altre salme e spesso, non già in tumuli individuali, ma in grandi tombe collettive poste sotto il pavimento. Durante il sec.
I Sumeri credevano che l'aldilà ti trovasse sottoterra e la sepoltura sembrava il metodo migliore per accedere più agevolmente al mondo dei morti. Le persone comuni erano seppellite vicino alla loro residenza, ma se il rituale funerario non veniva rispettato alla lettera potevano tornare sotto forma di fantasmi.
Per i Romani la morte non era solamente un evento privato appartenente alla sfera religiosa, ma aveva anche un'importante valenza civile: veniva determinato il passaggio dei beni tramite testamento e, se il defunto era molto conosciuto, il suo funerale richiamava molta gente.