Come si traducono i verbi difettivi?
Domanda di: Ing. Lamberto Messina | Ultimo aggiornamento: 6 maggio 2026Valutazione: 4.5/5 (23 voti)
I verbi difettivi, sia in italiano che in latino, si traducono riconoscendo le forme mancanti e utilizzando, se necessario, verbi sinonimi per completare la coniugazione (suppletivismo). In latino, i "perfetti logici" (memini, odi, novi) si traducono al tempo presente, poiché la forma passata indica uno stato attuale risultante da un'azione precedente.
Come riconoscere i verbi difettivi?
Alcuni verbi come competere, concernere, convergere, dirimere, discernere, esimere, incombere, inerire, soccombere, splendere, transigere non hanno il participio passato, quindi non possono formare i tempi composti. Un povero consunto vestitino di casa (I.
Come si traduce coepi?
Coepi è il perfetto del presente coepio, che è andato in disuso, e si traduce "io incominciai, io ho incominciato, io ebbi incominciato".
Cosa sono i verbi difettivi in latino?
Di alcuni verbi l'italiano non ha la coniugazione completa, ma solo poche voci o perché cadute in disuso o perché mai esistite; i verbi difettivi (dal latino deficere, “mancare”) sono appunto quelli mancanti di alcune forme.
Qual è il verbo più difficile da coniugare?
Nella lista dei verbi difficili da coniugare non poteva mancare nuocere, caratterizzato dalla presenza di due forme possibili per alcune persone del presente indicativo (io nuoccio o noccio, noi nuociamo o nociamo, voi nocete o nuocete, essi nocciono o nuocciono).
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