Il ritmo in musica cominciò con il battito di mani e piedi, (anche per accompagnare le danze), passò alla percussione di oggetti vari, a rudimentali flauti, a strumenti a corde tese via, via più perfezionati secondo il grado di civiltà dei popoli.
I primi strumenti musicali usati dall'uomo venivano direttamente dalla natura: ossa di animali, tronchi scavati; fu grazie ai sumeri che si ebbe un'importante evoluzione con l'invenzione dell'arpa e della lira. Tamburi che danno il ritmo, flauti che diffondono melodie e voci che vanno a tempo.
Vivevano nelle grotte, nelle caverne, oppure in capanne fatte con le ossa degli animali ma anche le pelli di animali, perché non esistevano le tende da campeggio». «Erano come le tende degli indiani», «In tutte le tribù c'era un capo e lui era il più forte, il più alto, il più bravo nella caccia».
I nostri antenati utilizzavano ossa e corna di animali, pezzi di legno e sopratutto pietre per costruire semplici utensili: punteruoli, raschietti e grossi aghi per lavorare e cucire le pelli, pietre scheggiate e punte per la caccia, arpioni per la pesca, ma anche semplici ornamenti.
Strumenti particolari sono l'arpa di terra, o cetra di terra, e l'arco musicale. L'arpa di terra consisteva in una buca scavata nel terreno e ricoperta con corteccia d'albero. Su di essa si tendeva una corda legandola a un bastone infisso a terra e percuotendola o pizzicandola si otteneva una strana risonanza.