Trovare tartufi senza cane è possibile, ma richiede grande esperienza, osservazione e pazienza, basandosi su indizi ambientali come la "pianella" (zona bruciata priva di erba) o la presenza della mosca del tartufo (genere Helomyza) che vola sopra il punto in cui il tartufo è maturo. Si cercano zone con alberi simbionti (querce, noccioli, tigli, lecci) e suoli calcarei.
Se non hai un cane addestrato per la ricerca dei tartufi, potresti pensare che raccogliere questi preziosi funghi sia impossibile. Tuttavia, andare a tartufi esiste una tecnica alternativa meno conosciuta ma affascinante: l'uso della mosca del tartufo (Suillia gigantea).
Per riconoscere una zona di tartufo, cerca segnali vegetali come "pianelle" (zone brulle attorno a piante), piante simbionti (querce, carpini, noccioli) e terreni specifici (calcarei, sabbiosi, umidi, in lieve pendenza, vicino a corsi d'acqua o fossi). Presta attenzione alla presenza di insetti attratti (mosca del tartufo) e all'orografia del terreno, cercando punti di raccolta dell'umidità.
Troviamo quindi i tartufi nel terreno, generalmente ad una profondità di 10 – 15 cm. sottoterra ed in prossimità delle radici della pianta cui sono legati in simbiosi mutualistica.
Si può trovare tra i boschetti litoranei di conifere o i boschi di latifoglie, in tutte le regioni italiane. Tra le piante ospiti spiccano le immancabili querce, i carpini, i pioppi, i faggi, i noccioli, i salici e i tigli, oltre a diverse specie della famiglia dei pini.