L'estrazione di questi mitili richiede lo smantellamento delle rocce in cui crescono. Questa pratica può portare alla “desertificazione” della costa con la distruzione di interi habitat. Per questo motivo, molti stati hanno vietato la pesca dei datteri di mare.
Perché non si possono raccogliere i datteri di mare?
Per catturare un dattero di mare è necessario distruggere la roccia in cui vive utilizzando scalpelli, martelli, martelli pneumatici o, nei casi più estremi, anche esplosivi. La pesca di questo mollusco è considerata uno scempio per l'ecosistema che porta all'irrimediabile distruzione di coste e fondali.
Il suo valore al chilogrammo può raggiungere anche i 200 euro e per questo i malviventi non esitano a immergersi nei fondali armati di martelletti per frantumare gli scoglie raccogliere i preziosi molluschi.
Sono ampiamente diffusi nel mar Mediterraneo ma, contrariamente a quanto menzionato in certe fonti bibliografiche, la loro presenza NON interessa (o solo marginalmente) il litorale Adriatico occidentale, che parte dal Veneto e finisce in Abruzzo.
Dal punto di vista gastronomico, i datteri di mare hanno un sapore che ricorda sia quello delle ostriche che quello delle cozze (che sono sue “parenti”, facendo parte della famiglia del Mytilidae), e sono utilizzati soprattutto per primi piatti o per il consumo assoluto.