Gabriele D'Annunzio, contrariamente al mito dell'astinenza, era un raffinato intenditore di vini e champagne, pur prediligendo acqua purissima in pubblico. Amava i vini rossi corposi e bianchi prestigiosi, tra cui il Nepente di Oliena, il Chiaretto, il Valpolicella, e celebri champagne come Moët & Chandon.
I vini italiani raccontati e forse bevuti da D'Annunzio, comprendono 12 regioni, sicuramente il meglio della produzione enologica del tempo. Si va dal Barolo al Moscato, dal Chianti al Soave, dal Nepente d'Oliena passando naturalmente per il Montepulciano del suo Abruzzo.
Il vino Nepente - Oliena. Per gli antichi Greci il Nepente (che possiamo tradurre con “che toglie il dolore”) era una bevanda miracolosa in grado di far dimenticare le sofferenze. E deve avere dimenticato ogni male il celebre poeta italiano Gabriele D'Annunzio se decise di battezzare il vino di Oliena proprio Nepente.
Ora non fumo più, perché disdegno di fumare tre o quattro o dieci sigarette al giorno; disdegno quella meschinità, in confronto delle centoventi sigarette quotidiane che fumava, per esempio, il mio dilettissimo amico Clemente Origo.
D'Annunzio adorava la frutta, soprattutto mele cotte o crude, e ne mangiava in gran quantità. Gli piacevano inoltre il riso, la carne alla griglia, e ogni sorta di pesci.