La Riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022 e decreto correttivo) ha introdotto significative semplificazioni nel procedimento di decreto ingiuntivo, operative principalmente dal 28 febbraio 2023. I cambiamenti chiave includono l'eliminazione della formula esecutiva cartacea, la maggiore digitalizzazione, la necessità di mediazione obbligatoria nell'opposizione e una chiara disciplina sulla prova scritta.
Quali sono i cambiamenti introdotti dalla legge Cartabia?
La Riforma Cartabia introduce novità significative in ambito civile, penale e di famiglia, puntando a digitalizzazione (deposito atti telematico), semplificazione procedurale (unificazione separazione/divorzio), maggiore tutela minori (ascolto obbligatorio), e potenziamento ADR (arbitrato). Il recente Decreto Correttivo (D.Lgs. 164/2024), entrato in vigore a fine 2024, chiarisce punti critici, modificando regole su notifiche, iscrizione a ruolo, e introduce la vendita diretta nell'esecuzione forzata, applicandosi ai procedimenti introdotti dopo febbraio 2023.
Come si propone l'opposizione a decreto ingiuntivo dopo la riforma Cartabia?
L'opposizione a decreto ingiuntivo si propone innanzi all'ufficio giudiziario che ha emesso il decreto, con atto di citazione notificato al ricorrente nei luoghi di cui all'art. 638 c.p.c., val e adire presso il domicilio eletto oppure – qualora non sia stato eletto domicilio – presso la cancelleria.
Come posso evitare di pagare un decreto ingiuntivo?
Ci sono solo due modi non pagare un decreto ingiuntivo: tramite opposizione o trovando un accordo tra le parti. Nel primo caso, se dovesse andare a buon fine l'opposizione, il decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo può essere revocato e il debitore otterrà la restituzione delle somme già riscosse.
Il decreto ingiuntivo, in mancanza di opposizione entro quaranta giorni dalla notifica, viene dichiarato definitivamente esecutivo con decreto dello stesso giudice e ad istanza del ricorrente.