Domanda di: Manfredi De Santis | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.3/5
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Perché passare dai 40 ai 30 gradi? Lo standard finora maggiormente in uso è quello del bucato a 40 gradi, ma la temperatura effettivamente raggiunta dalla lavatrice in fase di lavaggio supera sempre questo valore, arrivando a sfiorare i 50 gradi. In questo modo consumiamo molta più energia di quanto vogliamo.
Lo sapevi che un lavaggio con carico medio a 40° C può lasciare nella lavatrice fino a 100 milioni di batteri? Un insufficiente livello di igiene nel bucato può contribuire in modo significativo alla diffusione di infezioni all'interno dell'ambiente domestico.
Tra i 40-50°C è consigliato per capi per neonati, asciugamani, lenzuola, cotone, biancheria da casa, capi acetati e acrilici, poliestere capi misti a lana e poliestere, nylon di colore scuro. Questa temperatura ottimizza il lavaggio.
- Temperatura 0° C: è il lavaggio a freddo per i delicati, ad esempio per la lana e la seta; - Temperatura 30°-40° C: indumenti sintetici e di cotone colorati o poco sporchi, i jeans, gli asciugamani e la biancheria di casa; - Temperatura 60° C: indumenti sintetici e di cotone molto sporchi.
Invece, ecco cosa cambia se laviamo vestiti e altri capi optando per i 40 gradi: un consumo energetico decisamente superiore che poi va a incidere sulla bolletta. Per questo, sarebbe preferibile usare la prima temperatura, con una centrifuga che non superi gli 800 giri.