Cosa ci insegna Pirandello con Uno, nessuno e centomila?

Domanda di: Ivonne Coppola  |  Ultimo aggiornamento: 11 dicembre 2023
Valutazione: 4.6/5 (30 voti)

Non avere maschere comporta difficoltà, essere la stessa persona per tutti non sembra possibile, perché ognuno ha bisogno di una sua immagine.

Qual è il messaggio di Uno, nessuno e centomila?

Come nel Fu Mattia Pascal e in tanta produzione pirandelliana, al centro del romanzo c'è dunque il tema della crisi dell'identità, un'identità negata, e addirittura rifiutata, in quanto forma che arresta la vita, trappola che vuol rendere uno e fisso ciò che invece è centomila e in continuo divenire.

Cosa ci insegna Pirandello?

Così accade anche nelle relazioni interpersonali: Pirandello ci insegna che essere noi stessi implicherebbe accettare il peso del confronto, dibattere, affrontare conflitti e sperimentarne i danni, mettere in discussione le proprie idee con il pericolo che vengano demolite.

Perché Pirandello ha scritto uno nessuno centomila?

E' un'opera alla cui composizione l'autore ha dedicato diversi anni e, anziché apparire frammentaria, rappresenta la massima espressione della sua maturità letteraria. “Uno, nessuno e centomila” ha un significato profondo, importante per capire la complessità e l'evoluzione dei rapporti umani.

Qual è la trama del romanzo Uno, nessuno e centomila?

Vitangelo Moscarda scopre di non conoscersi, di non essere una persona, di indossare centomila maschere, una per ogni persona che conosce e una anche per sé stesso. Vitangelo è uno, è tanti e allo stesso tempo è nessuno. Interviene allora la follia, unica via di scampo dalla tragicità e la paradossalità della vita.

Uno nessuno centomila di Luigi Pirandello: riassunto e spiegazione