Domanda di: Sig. Nestore Fiore | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
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Avere la residenza significa, ad esempio, avere il diritto di voto, il diritto di lavorare o il diritto all'assistenza sanitaria: non potresti recarti alle urne ma nemmeno iscriverti ad un centro per l'impiego o aprire una partita Iva per guadagnarti da vivere in modo legale, cioè non in nero, oppure andare dal medico.
Avere la residenza ti dà diritto al rilascio del certificato anagrafico e all'accesso ai servizi demografici. Ti consente anche l'iscrizione alle liste elettorali, la possibilità di scegliere il medico di famiglia e di esporre le pubblicazioni per il matrimonio.
Residenza: che cos'è? La legge definisce la residenza come "il luogo in cui la persona ha dimora abituale", cioè il luogo in cui il soggetto vive abitualmente e in cui ha l'indirizzo della sua abitazione principale.
Avere una residenza anagrafica vuol dire essere iscritti nel registro anagrafe di un determinato Comune. Inoltre la residenza determina la competenza territoriale degli organi Giudiziari ed è il luogo dove vengono notificati gli atti.
Cosa comporta il cambio di residenza ai fini fiscali?
Cosa implica il cambio di residenza ai fini fiscali? Il cambio di residenza può incidere sull'IMU e sull'ISEE. Se il figlio ha delle agevolazioni prima casa, cambiando comune di residenza potrebbe perderle e la modifica potrebbe incidere anche sul contratto di fornitura elettrica che muterebbe a “non residente”.