Cosa deve fornire il datore di lavoro per lo smart working?
Il datore di lavoro deve fornire al lavoratore in smart working le attrezzature tecnologiche adeguate (PC, telefono, ecc.), garantire la sicurezza attraverso un'informativa scritta sui rischi (almeno annuale) e la formazione specifica. Deve inoltre sottoscrivere un accordo individuale, comunicarlo al Ministero del Lavoro e assicurare il diritto alla disconnessione.
Obblighi del datore di lavoro nello smart working?
Il datore di lavoro deve garantire la salute e la sicurezza del lavoratore, consegnando allo stesso ed al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, un'informativa scritta riguardo i rischi generali ed i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di ...
Cosa deve fare un'azienda per attivare lo smart working?
D'altra parte, l'azienda può proporre lo smart working ai propri dipendenti, purché fornisca gli strumenti di lavoro necessari e stipuli un accordo individuale in cui vengono definite le modalità di esecuzione del rapporto, gli orari e gli eventuali protocolli di sicurezza per l'attivazione di questa condizione.
Quali sono i controlli del datore di lavoro per il lavoro in smart working?
Il lavoratore che opera in smart working è soggetto al controllo del datore di lavoro. Questo deve indicato nel contratto stipulato tra le parti e riguardano gli strumenti utilizzati dal lavoratore, come pc, tablet, smartphone, etc.
Quali sono le nuove regole per lo smart working nel 2025?
Nel 2025, la normativa italiana sullo smart working torna alla disciplina ordinaria, richiedendo l'accordo individuale tra datore e lavoratore, ma introduce novità significative dal 12 gennaio: comunicazione obbligatoria entro 5 giorni al Ministero tramite portale telematico, sanzioni per il mancato adempimento, e rafforzate tutele per i fragili (con possibili deroghe all'accordo individuale), oltre a nuovi obblighi informativi sulla sicurezza per le aziende.
Trovate 30 domande correlate
Il datore di lavoro può negare lo smart working?
Consegue che, accertata la sussistenza delle condizioni per ricorrere al lavoro agile, il datore di lavoro non può agire in maniera irragionevolmente o immotivatamente discriminatoria nei confronti di questo o quel lavoratore, tantomeno laddove vi siano titoli di priorità legati a motivi di salute.
Chi è responsabile della sicurezza del lavoratore in smart working?
Il datore di lavoro è responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore per lo svolgimento dell'attività lavorativa (art. 18, comma 2).
Il datore di lavoro può controllare il cellulare aziendale?
Nello specifico, il datore di lavoro non può accedere al numero di telefono completo della persona che chiama il telefono aziendale (deve essere parzialmente oscurato con la cancellazione delle ultime cifre); allo stesso modo non può avere accesso ai dettagli della telefonata né conoscere il Paese di provenienza della ...
Chi autorizza lo smart working?
In questo caso, la risposta è che – se le esigenze lavorative e le mansioni del datore di lavoro lo consentono – il datore di lavoro è tenuto a concedere lo smart working al lavoratore. A sancirlo, è la Corte di Cassazione con la sentenza n. 27913 del 4 dicembre 2020.
Cosa risparmia l'azienda con lo smart working?
Lo Smart Working riduce i costi (tutti i costi): uno studio del Politecnico di Milano ha rilevato che un'azienda che offre la possibilità di Smart Working ai propri dipendenti può arrivare a risparmiare nell'immediato il 30% sulle spese di affitti, utenze e buoni pasto.
Quali sono i tre pilastri fondamentali per lo smart working?
La definizione dell'Osservatorio prosegue sottolineando che si tratta di un nuovo approccio al modo di lavorare e collaborare all'interno di un'azienda basato su quattro pilastri fondamentali: revisione della cultura organizzativa, flessibilità rispetto a orari e luoghi di lavoro, dotazione tecnologica e spazi fisici.
Perché le aziende tolgono lo smart working?
Perché molte aziende nel 2025 hanno ridotto o addirittura eliminato lo smart-working? Le ragioni ufficiali sono spesso simili e poco credibili: migliorare la collaborazione, rafforzare la cultura aziendale, aumentare la produttività.
Cosa dice la legge sullo smart working?
La definizione di smart working, contenuta nella legge n. 81/2017, pone l'accento sulla flessibilità organizzativa, sulla volontarietà delle parti che sottoscrivono l'accordo individuale e sull'utilizzo di strumentazioni che consentano di lavorare da remoto (come, ad esempio, pc portatili, tablet e smartphone).
Quali informazioni deve fornire il datore di lavoro ai dipendenti?
- Provvede a fornire ai lavoratori le informazioni relative ai rischi presenti ed alle misure preventive adottate. I componenti del SPP sono tenuti al segreto in ordine ai processi lavorativi di cui vengono a conoscenza nell'esercizio delle funzioni di cui al presente decreto.
Quali obblighi ha un datore di lavoro nei confronti di un lavoratore in smart working?
Poiché il lavoro agile è inteso come un'attività lavorativa resa al di fuori del consueto posto di lavoro, il datore di lavoro (DDL) è obbligato a garantire al lavoratore la tutela della salute e sicurezza ai sensi del D. lgs 81/08 proprio come se il lavoratore si trovasse nei locali aziendali.
Quali sono le nuove normative per lo smart working nel 2025?
Nel 2025, la normativa italiana sullo smart working torna alla disciplina ordinaria, richiedendo l'accordo individuale tra datore e lavoratore, ma introduce novità significative dal 12 gennaio: comunicazione obbligatoria entro 5 giorni al Ministero tramite portale telematico, sanzioni per il mancato adempimento, e rafforzate tutele per i fragili (con possibili deroghe all'accordo individuale), oltre a nuovi obblighi informativi sulla sicurezza per le aziende.
Quali sono gli svantaggi dello smart working?
Lo smart working, detto anche remote working o telelavoro, aumenta mediamente la produttività delle aziende e migliora il bilanciamento vita-lavoro dei dipendenti, ma può causare isolamento, burnout e rischi informatici.
Quanti giorni di smart working spettano per legge a ciascun lavoratore?
27 (Aggiornamento 14.09.2022), l'istituto dei permessi Legge n. 104/1992 esula dal conteggio del calcolo della prevalenza; dunque, si può in una settimana eseguire la prestazione lavorativa con 2 giorni di lavoro in smart working, 2 giorni di presenza e 1 giorno di L.
Chi decide il luogo dello smart working?
Con provvedimento del 13 marzo 2025, il Garante per la protezione dei dati personali ha affermato che il datore di lavoro non può mai geolocalizzare i dipendenti in smart working, nemmeno in presenza di un accordo in tal senso con le rappresentanze sindacali e del consenso informato degli interessati.
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