Cosa dice la scienza sull'omosessualità?

Domanda di: Ing. Neri Fabbri  |  Ultimo aggiornamento: 25 aprile 2026
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La scienza considera l'omosessualità una variante naturale e normale del comportamento sessuale umano e animale, non una malattia o un disturbo mentale. L'orientamento sessuale è un tratto complesso determinato da fattori biologici, genetici ed epigenetici (prenatali) che si sviluppano prima della nascita. Non è una scelta, né un comportamento che si può cambiare, e le cosiddette "terapie di conversione" sono prive di valore scientifico e dannose.

Come spiega la scienza l'omosessualità?

Esso si riflette sul senso di identità che una persona sviluppa sulla base di questa attrazione, sui suoi comportamenti e sulla percezione di appartenenza a un gruppo che condivide la stessa attrazione”.

Cosa ne pensa Dio dell'omosessualità?

La maggior parte dei testi biblici che si riferiscono all'omosessualità ne danno un giudizio negativo, con la notevole eccezione dei Libri di Samuele. Il popolo di Sodoma che vuole rapire gli angeli per poter abusare di loro.

L'omosessualità esiste in natura?

Il sesso omosessuale è diffusissimo in natura, ed è un comportamento che esiste da milioni di anni. È particolarmente presente tra i mammiferi, prima di tutto tra i primati, e al momento è stato riportato in più di 1.500 specie diverse, compresi uccelli, insetti, ragni, persino nematodi.

Cosa dice la psicologia sull'omosessualità?

Le motivazioni psicodinamiche dell'omosessualità sono da ricercare sopratutto in un blocco del normale training erotico nell'infanzia o nella pubertà, derivato essenzialmente dai modelli parentali. Nella maggior parte dei pazienti omosessuali si rivela una profonda insicurezza rispetto al ruolo sessuale.

I pregiudizi sull'omosessualità