L'articolo 1062 del Codice Civile italiano disciplina la "Destinazione del padre di famiglia", una modalità di acquisto delle servitù prediali che si verifica automaticamente quando un fondo unico viene diviso in due parti, appartenute allo stesso proprietario, che erano già in una situazione di servizio reciproco (es. un passaggio), creando una servitù attiva e passiva se non diversamente specificato nell'atto di divisione. Questa servitù si costituisce senza bisogno di un atto formale, ma richiede che le opere che dimostrano il servizio siano permanenti e apparenti.
Cos'è l'acquisto per destinazione del padre di famiglia?
La servitù per destinazione del padre di famiglia è una figura giuridica che si configura quando due fondi, appartenenti in origine al medesimo proprietario, vengono separati, ma permane tra di essi una relazione che assolve alle caratteristiche di una servitù prediale.
Secondo la legge, il proprietario che ha il fondo circondato da quelli altrui, che non ha uscita sulla pubblica via, e che non se la può procurare senza spendere e senza disagi, ha diritto di ottenere il passaggio sul fondo vicino.
Come evitare l'usucapione della servitù di passaggio?
Per evitare l'usucapione e interrompere il termine di 20 anni, è essenziale che il possessore compia un atto, che sia esplicito o tacito, in cui riconosce la titolarità altrui sul bene. L'atto può avere la forma di: Dichiarazione scritta. Concessione di un permesso di utilizzo, come affitto o comodato.
Le servitu' non apparenti non possono acquistarsi per usucapione o per destinazione del padre di famiglia. Non apparenti sono le servitu' quando non si hanno opere visibili e permanenti destinate al loro esercizio.