Domanda di: Lia Bernardi | Ultimo aggiornamento: 6 febbraio 2026 Valutazione: 4.5/5
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L'articolo 1105 del Codice Civile regola l'amministrazione della cosa comune nelle situazioni di comunione ordinaria, stabilendo che tutti i partecipanti possono concorrere nella sua gestione e che le decisioni per l'ordinaria amministrazione sono prese a maggioranza dei partecipanti, calcolata in base al valore delle quote, con possibilità di ricorso al giudice qualora non si riesca a deliberare o se la maggioranza non delibera i necessari provvedimenti, che può nominare un amministratore.
L' articolo 1125 cc fu introdotto in sostituzione dell'articolo 562 comma 3 del 1865, il quale stabiliva che: “il proprietario di ciascun piano o porzione di esso fa e mantiene il pavimento su cui cammina, le volte, i solai e i soffitti che coprono i luoghi di sua proprietà”.
L'amministrazione dei beni che costituiscono la comunione è affidata a tutti i proprietari i quali, come diremo, possono anche delegarla a solo uno di essi oppure a un soggetto estraneo. Secondo la legge [1], tutti i partecipanti hanno diritto di partecipare all'amministrazione della cosa comune.
Cosa si intende per amministrazione ordinaria di un condominio?
Con la gestione condominiale ordinaria s'intende lo svolgimento di tutte le attività volte alla conservazione delle parti comuni ma anche la cura degli aspetti amministrativi e fiscali in ottemperanza alla disciplina del condominio negli edifici.
Quale norma permette di imporre ai condomini l'esecuzione di lavori necessari?
Secondo il Codice Civile italiano, in particolare l'art. 1135, l'amministratore di condominio ha il potere di decidere autonomamente l'esecuzione dei lavori urgenti senza dover attendere l'approvazione dell'assemblea condominiale.