Cosa dice Platone sulla morte?

Domanda di: Raoul Pagano  |  Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023
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In realtà per Platone la riflessione sulla morte è propria del filosofo «che è capace di vedere l'intero» e per questo già in questa vita terrena apprezza la sensibilità materiale che attraverso l'intelletto lo porta a cogliere la somma bellezza delle idee.

Perché non si deve temere la morte Platone?

In aggiunta, egli non teme la morte perché sa di non sapere: sarebbe una contraddizione temerla, poiché si può temere solo qualcosa che si sa essere un male (la natura della morte sarà poi il tema centrale del Fedone).

Cosa è la morte per Socrate?

Per Socrate, la morte è la totale assenza di dolore, vuoto e sonno eterno, ed in ogni caso non provoca sofferenza e non deve far paura. Asseriva che se mai fosse esistito l'ADE, non ci sarebbe stato nulla di più bello: avrebbe potuto vivere una vita spirituale appagante parlando con i grandi sapienti ormai trapassati.

Qual è la teoria di Platone?

La teoria delle idee

Per Platone esiste la realtà sensibile, il nostro mondo, e una realtà ultrasensibile, l'iperuranio. Nell'iperuranio risiedono le idee, realtà immutabili e perfette, nel mondo sensibile risiedono le cose, realtà mutevoli e imperfette.

Quale filosofo parla della morte?

Di fronte alla morte così intesa, l'unico atteggiamento filosofico possibile è quello espresso da Epicuro: "Quando ci siamo noi, la morte non c'è; e quando c'è la morte noi non ci siamo" (Diog. L, X,125). Nello stesso senso Wittgenstein ha detto: "La morte non è un evento della vita: non si vive la morte" (Tract.

La morte in Socrate, Platone, Epicuro, Agostino, Montaigne, Heidegger.