Domanda di: Dott. Sebastian Bellini | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.2/5
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Gesù prima di morire disse : “Padre perdonali … non sanno quello che fanno”. Socrate, alla fine del processo che lo condannò a morte: “È giunto ormai il tempo di andare, o giudici, io per morire, voi per continuare a vivere. Chi di noi vada verso una sorte migliore, è oscuro a tutti, tranne che al Dio”.
Il più famoso dei filosofi, il leggendario Socrate, fu condannato a bere un potente veleno, la cicuta, in seguito all'accusa di corrompere i giovani e di non credere negli dèi. Il misfatto avvenne nel 399 a.C., e Platone lo ricorda in un dialogo ricco di pathos, il Fedone.
“Cittadini ateniesi, riceverete, da parte chi vuole insultare la città, la fama e la colpa di aver ucciso Socrate, uomo sapiente - perché chi vi vuole offendere dice che sono sapiente, anche se non lo sono - per guadagnare non molto tempo davvero: se aveste aspettato un poco, la cosa sarebbe avvenuta da sé.
Sebbene ne avesse la possibilità, non volle sottrarsi alla condanna per non violare le leggi della città: così, dopo aver rincuorato i suoi discepoli, bevve serenamente la cicuta - il veleno che si usava in quelle circostanze - e morì.
Secondo Socrate, l'uomo compie volontariamente solo le azioni che ritiene “buone”. Se egli compie azioni considerate malvagie è perché il concetto che lui ha di bene non coincide con il concetto collettivo e anzi universale di bene, l'eidos di bene. Se un uomo conosce il bene non può far altro che perseguirlo.