Nell'accezione più semplice, il mutuo fisso congela il tasso d'interesse per tutta la durata del rimborso, viceversa quello variabile può subire potenziali aumenti nel futuro, motivo per cui è più rischioso rispetto al primo e ha un costo potenzialmente ridotto.
Al netto dei fattori di cui sopra per chi inizia oggi è comunque meglio accendere il mutuo a tasso fisso. Perché psicologicamente desta meno preoccupazioni. I Futures sull'Euribor - che guardano a quale sarà il tasso futuro - vengono infatti visti al 3.50% dal circa 2.16% attuali.
Detto in parole semplici, per chi compra casa in questo momento sembra conveniente l'opzione mutuo a tasso fisso; meno rischioso in un mercato così fluttuante con tassi variabili in salita o altalenanti. Inoltre, converrebbe allungare la durata del mutuo o prestito.
Secondo le simulazioni di Facile.it, la rata di un mutuo medio a tasso variabile sottoscritto a inizio dello scorso anno potrebbe quindi salire nei prossimi mesi di quasi 35 euro rispetto ad oggi. In circa un anno, quindi, il mutuatario si troverebbe a pagare una rata più pesante del 43% rispetto a quella iniziale.
A pagarne conseguenze più pesanti saranno i mutui a tasso variabile, con un progressivo aumento che li ha visti passare da valori negativi (-0,58% a dicembre 2021), al 2,45% attuale (tasso Euribor 3 mesi Osservatorio MutuiOnline del 24 gennaio 2023).